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Il progetto è promosso su tutto il territorio leccese dalla Cooperativa Sociale il Mandorlo ed è finanziato dalla Fondazione Prosolidar di Roma.

“La Bottega degli Artigiani” mirerà a promuovere la lotta e il contrasto alla povertà attraverso la creazione di laboratori di falegnameria, restauro, cartapesta e rigenerazione di computer, che garantiscano concrete possibilità d’impiego/formazione per dieci soggetti che versano in situazioni di esclusione o emarginazione sociale.

Il progetto prevede un percorso di avviamento al lavoro rivolto a 10 giovani che, dopo un corso di formazione di 720 ore, arrivano al lavoro, affiancati da esperti artigiani che insegnano loro il mestiere. 
Artigiani e giovani, impegnati nella realizzazione di prodotti dell’artigianato artistico e tradizionale, creano un microdistretto artigianale i cui laboratori di falegnameria, restauro, cartapesta e rigenerazione computer, sono vere botteghe -scuola.

I Laboratori si prefiggono il perseguimento dei seguenti obiettivi:

  • aumento dell’autorealizzazione e dell’autoefficacia della persona coinvolta
  • aumento delle possibilità di reinserimento sociale e occupazionale/riabilitativo
  • aumento dell’autostima del soggetto coinvolto
  • aumento delle possibilità relazionali e di socializzazione
  • miglioramento delle capacità manuali e cognitive
Per la Cooperativa il lavoro è a tutti gli effetti un forte strumento di sostegno ai percorsi di inclusione sociale nella propria comunità di riferimento. La possibilità di offrire un percorso occupazionale alle persone oggi escluse dai normali canali lavorativi, comporta oltre al miglioramento della qualità di vita della Persona, un risparmio sensibile in termini di costi sociali ed economici anche per la Comunità in cui vive.

La consegna degli attestati ai corsisti

Oltre la solidarietà… non solo parole

Poiché il bando della Fondazione Prosolidar, che ha finanziato il progetto, non prevedeva la copertura dei costi relativi ad un gettone di presenza per i corsi di formazione, i docenti hanno deciso, alla fine del percorso, di donarlo dal loro compenso.
I docenti prima di pensare al tipo di approccio didattico, ai contenuti da proporre, alle competenze da valutare, hanno ritenuto necessario instaurare un ambiente di conoscenza reciproca provando ad affiancare i giovani corsisti, cercando di capire chi sono, tentando di costruire un rapporto di fiducia e di ascolto. Il corso è stato innanzitutto un ambiente di vita, ma anche l’ambiente in cui si è appreso e si è instaurata una relazione umana.
Pertanto, il gesto dei maestri, non deve essere visto come un’azione di buon cuore fine a se stessa, ma come un’esperienza di crescita personale, di maggiore consapevolezza di se stessi e degli altri, e in particolare come un impegno per far riscoprire a chi è colpito da difficoltà la possibilità di una quotidianità degna di essere comunque affrontata perché arricchita attraverso nuovi percorsi, traguardi e relazioni. 
Gli allievi hanno ricevuto la somma di  € 300 dai docenti come compenso per aver partecipato con impegno e costanza ai corsi di formazione.